
03
2008
Piccolo tour pugliese
(pubblicato sulla rivista "Gli Apoti. Quelli che non la bevono"
- link: http://www.gliapoti.it/LaRivista/Pdf/Gli%20Apoti6.pdf )
Chi l’ha detto che le cronache di viaggio debbano restare esclusivamente legate al ricordo del Gran Tour che nell’800 letterati e nobili stranieri si accingevano ad intraprendere? Quei diari di viaggio, che oscillavano tra la descrizione narrativa e le divagazioni filosofiche, sono stati assai amati fino alla prima metà del secolo scorso. Poi, il giornalismo, con grandissimi cronisti, ne ha raccolto la funzione e le finalità, svecchiando un modo di raccontare il Paese che sembrava ormai dimenticato. Ebbene, da una decina d’anni questo genere sembra nuovamente caduto in disgrazia, sia per l’onnivora presenza televisiva che ha degradato ogni narrazione, sia per l’esistenza di una certa narrativa che, attraverso (discutibili) reportage e real story, ha recuperato la sua antica consuetudine di raccontare il territorio. Marco Brando, giornalista del Corriere del Mezzogiorno, ha scritto un agile libretto, che già dal titolo,
Sud Est. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia, rievoca la forte – ed atavica – commistione tra giornalismo d’inchiesta e racconto d’evasione. Composto di una trentina di percorsi e di due “fuori rotta”, il libro di Brando assolve con facilità ad una duplice funzione: quella di denuncia, dettata dalla sconforto e dall’avvilimento per l’incuria e l’insensibilità di alcuni scellerati progetti di industrializzazione; e quella della fascinazione, che una terra come quella di Puglia è capace di emanare proprio nei suoi anfratti dimenticati (e quindi sottratti al degrado ambientale, ma anche alla valorizzazione turistica e culturale che dovrebbe invece esserne fatta). Da “settentrionale trapiantato nel Sud”, Brando riesce ad evidenziare bene questa contraddizione entro cui il sud-est – come tutto il Meridione, del resto – rischia di restare fulminato, ma ne comprende anche le straordinarie possibilità di riscatto mai attuate, che la condannano in un odioso limbo nel quale sembra ormai essersi rassegnato.
03
2008
“PUGLIA: SUD EST”
[Un articolo-intervento che recensisce “SUD EST - Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia”, il libro di Marco Brando edito da Palomar (Ba, 2006), prefaz. di F. Cassano. www. edizioni-palomar.it]
Pubblicato qui: http://www.murmurofart.com/Testo.asp?Progr=1635
La Puglia diventata nota nel mondo! Con proclamata vocazione al turismo internazionale. La Puglia dai “tanti nomi”: Gargano, Salento, Valle d’Itria, Grecía, Murge, riportata da un settentrionale che vi è arrivato per ragioni di lavoro. Caso “strano”: un emigrato “al contrario”, dunque! Marco Brando, giornalista di Genova Sampierdarena che dal 2000 lavora a Bari presso la redazione de “Il Corriere del Mezzogiorno”, dorso di cronaca pugliese del “Corriere della Sera”, ci fa viaggiare per tutta la Puglia, soprattutto quella minore però (paesini e luoghi meno battuti), con l’occhio di chi viene da fuori ma che ha fatto sua la regione, e la ama. Ne risulta un giro turistico molto interessante, e la prosa giornalistica ci aiuta a gustare i particolari e le relazioni con la gente, perché il testo non è una guida turistica ma il resoconto di un viaggiatore che condisce il suo discorso con aneddoti interessanti, storia e storie.
Ci porta a spasso per i lidi pugliesi piú o meno conosciuti con ironia e sagacia, consapevole del fascino di questa regione cosí bella e complessa. Ecco qualche titolo dall’indice, per capire: “Ginosa-Campomarino, dal lusso al panino in spiaggia”, “Lo strano lido all’ombra della ciminiera, Torre Guaceto-Monopoli”, “Isole Tremiti, storie di turisti e deportati”, “Gagliano del Campo-Grecía, lungo l’antica via del tabacco”, “Manduria-Cisternino, il mistero dei Messapi rapiti”, “In treno sulle Sud-est, la Puglia magica di pietre e binari”. E con un filo d’Arianna che si dipana con rotte prestabilite, ci accompagna lungo la costa e all’interno del territorio regionale, con un discorso che ci fa comprendere che la magnifica Puglia ha ricchezze e possibilità immense, che sfrutta sí, ma a volte non come dovrebbe, o potrebbe; il vizio di piangersi addosso anche quando magari non ce n’è ragione, quello di guardare troppo fuori, il bisogno di riconoscersi.
Il turismo è presente, non c’è che dire…: “Può capitare di raggiungere un paese come Conversano – sulle murge baresi – stando in coda dietro un plotone di ciclisti. Anzi, di cicloturisti tedeschi […].” “In alta stagione solo a Vieste i residenti passano da quindici a oltre centomila. E i turisti “estivi” sono, lungo la costa garganica, piú di due milioni (!). Oltre il doppio, secondo alcune stime che riguardano anche l’ospitalità sommersa”. “In agosto c’è cosí tanta gente che quasi bisogna fare i turni per imboccare i vicoli piú stretti”. E questo solo sul Gargano, se poi aggiungiamo tutto il resto, dove possiamo trovare situazioni similari… ed eventi internazionali che catalizzano l’attenzione non ci si potrebbe tanto lamentare. Splendide oasi naturalistiche fra le piú conservate e selvagge del Mediterraneo, ricchezze e bellezze insospettate e sconosciute, angoli di paradiso e lidi “da far rimpiangere i soldi spesi per trasvolate ai Caraibi in cerca di spiagge quasi uguali ma piú affollate”! Luoghi che a volte neanche gli stessi pugliesi conoscono. E sterminate campagne. E centri storici fiabeschi. Castelli. Masserie. Trulli. Possiamo dire che un po’ in tutta la regione si notano città e paesi pienissimi, vitalissimi; ma ecco che si scopre magari, fra le contraddizioni, che “il problema” è riuscire a stanare i turisti anche in bassa stagione. O che si ha a volte poca dimestichezza con le esigenze dei turisti a largo raggio: esercizi a volte chiusi, e l’aeroporto civile piú vicino (ora parlando del Gargano), quello di Bari, che dista quasi duecento chilometri e senza collegamenti. Qui occorrerebbe l’intervento di Stato e Regione… E le tariffe aeree rimangono comunque molto costose per chi vuole arrivare in Puglia, in particolar modo quando non esiste un diretto per Bari o Brindisi: in quel caso bisogna per esempio fare scalo a Roma con raddoppio delle spese! Perché questo, data l’altissima vocazione turistica, lavorativa ed imprenditoriale insieme della regione, un’intraprendenza che non ha eguali nel Mezzogiorno, e che fa addirittura concorrenza al resto d’Italia possiamo permetterci di dire? “Il fatto è che il cuore della Puglia nasconde, con pudore, molti tesori. Basta dirigersi verso l’interno. E la storia della regione – quella dei suoi genitori e progenitori, ma anche la storia del loro lavoro – riemerge. Lontano dai riti dell’estate balneare. Lontano dal mare”. E i treni? La scarsa efficienza promozionale – anzi, nulla – delle Ferrovie Sud-est, che pure sono un Orient Express stile western che fa gustare panorami meravigliosi a non finire: pochi turisti le conoscono e le sfruttano. Potrebbero essere un’altra grande risorsa, se ben compresa. Sperando che non ci pensi da sola Lecce, come si ventila, ma partecipino anche, auspicabilmente e giustamente, le altre province. Oppure la cementificazione selvaggia di alcune zone (tipica italiana peraltro), che ha tolto fascino e viaggiatori. Ma anche il fatto che spesso si nota poca voglia di collaborare fra strutture e privati, ci fanno capire che la Puglia potrebbe fare un altro salto impensabile (e molti ne ha fatti, merito dei pugliesi stessi) se ci fosse piú organizzazione, piú collegamenti, piú collaborazione, piú incentivi, meno chiusure e pregiudizi. E lo diciamo parafrasando Franco Cassano: “Lo scetticismo non è realismo o prudenza, ma solo mediocrità e paura di volare”. Ma chissà, forse è meglio che la Puglia si incentivi all’esterno meno di altri lidi. Per “protezione”… Per “pudore”… Ma all’interno occorre piú unità. Insomma, tante virtú e qualche contraddizione; eppure, dove non se ne trovano? L’autoconsapevolezza è l’unica politica che conta! In particolare in quest’Italia (e Puglia) dei campanili. Speriamo che il libro contribuisca a far amare la Puglia, e a farla meglio riconoscere, anche dai pugliesi stessi, per non arrivare a dirne come una volta è stato scritto: “Uno dei paesi peggio giudicati e peggio compresi…”. “Arrivederci Puglia. Abbi cura di te”.
Gianni Simeone
08
2007
|
|
23
2007
<SUD EST> A MILANO
Domenica 25 marzo
a Milano
presentazione del libro
"Sud Est. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia"
di Marco Brando
presso lo spazio eventi
dell’Associazione Regionale Pugliesi – Via Pietro Calvi,29
Milano con inizio alle ore 16,30.
Intervengono:
Riccardo De Corato – Vice Sindaco di Milano -
Dino Abbascià presidente A.R.Pugliesi –
Agostino Picicco responsabile culturale A.R.Pugliesi –
Gianbattista Quaranta avvocato
Discuterà con l’autore : Marina Cosi di Rainews24
Seguirà degustazione prodotti tipici pugliesi
Invito estendibile
Associazione Regionale Pugliesi
Coordinamento eventi e manifestazioni
info 347.4024651
<!–
–>
08
2007
A INNSBRUCK !!!
Dienstag / martedì, 24.04.07, 20:00
kulturgasthaus bierstindl, Klostergasse 6, Innsbruck
Sprache: Italienisch & Deutsch / lingua: italiano & tedesco
Eintritt frei / ingresso libero
Eine Veranstaltung des Italien-Zentrums in Zusammenarbeit mit dem kulturgasthaus bierstindl und dem Italienischen Kulturinstitut Innsbruck
Una manifestazione dell’Italien-Zentrum in collaborazione con il
kulturgasthaus bierstindl e l’Istituto italiano di cultura Innsbruck
Wir danken den StudentInnen der Italianistik (Institut für Romanistik der LFUI), welche im Rahmen der Lehrveranstaltung „Übersetzung in die Muttersprache“ unter der Leitung von Dr. Elisabeth Muigg Marco
Brandos Texte ins Deutsche übertragen haben./
Ringraziamo gli studenti di italianistica (Istituto di romanistica
della LFUI) e la loro insegnante Dr. Elisabeth Muigg per la traduzione dei testi di Marco Brando in lingua tedesca.

Marco Brando
SUD EST
Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia
Südost
Sommerliches Vagabundieren eines Norditalieners
in Apulien
Es gilt, gemeinsam mit Marco Brando durch eine der südlichsten Regionen Italiens – Apulien – zu „vagabundieren“. Mit den „Augen eines Nomaden“ beschreibt Brando, ein aus Genua stammender Journalist beim Corriere del Mezzogiorno (dem südlichsten Ableger des Corriere della Sera), vom Massentourismus weitgehend noch unberührte Gegenden Apuliens. Indem er den Fokus auf die kleinen Orte und ländlichen Gebiete Apuliens legt und sie mit denen des italienischen Nordens vergleicht, gelingt es dem Autor, weit verbreitete Vorurteile gegenüber dem „rückständigen“, ländlich geprägten Süden zu entkräften. Marco Brandos Streifzug gleicht einer nicht unkritischen Liebeserklärung an seine Wahlheimat, einer wunderschönen, aber auch komplexen Region.
SUD EST nasce da un‘inchiesta giornalistica di Marco Brando condotta sulle pagine del «Corriere del Mezzogiorno», dorso di cronaca pugliese distribuito col «Corriere della Sera», nel corso delle estati 2004 e 2005. Lo scopo è quello di descrivere e raccontare – con spirito critico e una buona dose di ironia – luoghi più o meno turistici, personaggi di ieri e di oggi, fenomeni di costume, radici storiche, pregi e difetti della Puglia (estiva e non solo) e dei pugliesi. Marco Brando, genovese di nascita e milanese d’adozione, emigrato a Bari da qualche anno (lavora al «Corriere del Mezzogiorno»), presenterà tramite il suo libro a Innsbruck i suoi vagabondaggi estivi in terra pugliese.
“Lazzari felici”- Ein Abend neapolitanischer Gesänge, eine Zeitreise von Orlando di Lasso bis Pino Daniele
(„Lazzari felici“ – Una serata di canzoni napoletane, un viaggio nel tempo da Orlando di Lasso a Pino Daniele)
Im Anschluss an Marco Brandos Reise durch Apulien entführen wir Sie mit dem bekannten Tenor Wolfgang Bünten und seinen Musikern
anhand eines breit gefächerten Repertoires an neapolitanischen Gesängen durch die Jahrhunderte hindurch in die egenüberliegende Region Süditaliens.
In seguito al viaggio in Puglia di Marco Brando Vi portiamo – assieme al conosciuto tenore Wolfgang Bünten e i suoi musicisti e attraverso il loro vasto repertorio di canzoni napoletane – nella regione meridionale opposta, “viaggiando” nel tempo.
Besetzung / interpreti:
Wolfgang Bünten, Gesang / canto
Hermann Schwaizer Riffeser,
Mandoline & Gitarre / mandolino & chitarra
Martin Öttl, Gitarre / chitarra
Helmut Sprenger, Klarinette / clarinetto
Walter Singer, Kontrabass / contrabasso
Link:
http://www.uibk.ac.at/italienzentrum/pdf_ss_07/focus_sud_sud_est_24_und_25_04_07.pdf
16
2007
Sabato 17 febbraio 2007
alle ore 18
presentazione di "Sud Est"
presso la Masseria ex Gesuitica
a Orta Nova (FG)
Relatore: Raffaele Licinio,
ordinario di Storia medievale
all’Università di Bari
24
2007
MARTEDI’ 30 GENNAIO 2007 – ORE 22.35
Su Gambero Rosso Channel
(Raisat)
nel programma
Letture Golose
Alfredo Antonaros con le sue interviste
e Massimiliano Mariola con i suoi piatti
ci conducono nell’universo dell’editoria enogastronomica.
Nella puntata di martedì 30 gennaio
alle ore 22,35
saranno in compagnia
di Marco Brando
con il suo libro
“Sud Est. Vagabondaggi estivi
di un settentrionale in Puglia”,
edito dalla casa editrice barese Palomar
(176 pag., brossura, 14 euro, 2006).
Link:
http://www.edizioni-palomar.it/ ,
http://www.edizioni-palomar.it/schedaprodotti.asp?IDProdotto=346 ,
http://www.gamberorosso.it/portale/televisione/homepage/ ,
Come ricevere RAI SAT:
- con il gold box RAISAT GAMBERO ROSSO CHANNEL ora è sul canale 410
- con il decoder Stream ultimo modello (Irdeto): RAISAT GAMBERO ROSSO CHANNEL è sul canale 72
17
2006
Da qualche mese si parla di Puglia ad un ritmo incalzante, delle vicende che la coinvolgono e degli eventi che la animano. Si parla di Puglia e dei suoi sapori sugli scaffali degli ipermercati e sulle tavole dei ristoranti più selezionati. Si parla di Puglia al cinema. Se ne parla in radio e naturalmente in televisione. Si parla di Puglia ai festival e sulle pagine rosa dell’economia. Anche l’evento letterario di fine estate ha preso via da Bari ed ha visto notti bianche, organizzate in libreria, per aspettare l’ultima fatica di Gianrico Carofiglio e il ritorno atteso dell’avvocato Guerrieri.
Nel fissare la lente sui piccoli centri e sulle campagne pugliesi, Marco Bando con la sua inchiesta ci segnala, inoltre, che “I tre quarti degli italiani vivono in cittadine o in paesini di poche migliaia di abitanti. L’essenza dell’italianità, e in questo caso della pugliesità, quindi, si può scorgere di più vagabondando fuori dalle metropoli. Un parametro sociologico che evidenzia come oggi un ragazzo di Bari e uno di Milano, a parità di livello culturale, abbiano molto di più in comune tra loro piuttosto che con i coetanei radicati alla stessa latitudine ma in piccoli centri (ad esempio tra le Alpi, a Edolo in Lombardia o sulla Murgia a Spinazzola)”. Cosicché – sfatando due miti, l’uno settentrionale e l’altro meridionale, del Nord che immagina ancora un Sud rurale che non c’è quasi più e del Sud che pensa i settentrionali tutti “milanesi”, mentre Milano è una realtà unica e decisamente multietnica – l’autore rende evidente: che un lombardo e un pugliese “di campagna” potrebbero scoprire, per quel che riguarda la mentalità, di essere tra loro molto più simili di quanto essi lo siano, rispettivamente, con un lombardo o un pugliese “delle grandi città”. Analisi davvero intrigante, che manda all’aria i pregiudizi di qualsiasi latitudine.