gen
19
2009
0

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gen
03
2008
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Piccolo tour pugliese

(pubblicato sulla rivista "Gli Apoti. Quelli che non la bevono"

- link: http://www.gliapoti.it/LaRivista/Pdf/Gli%20Apoti6.pdf )

 

Chi l’ha detto che le cronache di viaggio debbano restare esclusivamente legate al ricordo del Gran Tour che nell’800 letterati e nobili stranieri si accingevano ad intraprendere? Quei diari di viaggio, che oscillavano tra la descrizione narrativa e le divagazioni filosofiche, sono stati assai amati fino alla prima metà del secolo scorso. Poi, il giornalismo, con grandissimi cronisti, ne ha raccolto la funzione e le finalità, svecchiando un modo di raccontare il Paese che sembrava ormai dimenticato. Ebbene, da una decina d’anni questo genere sembra nuovamente caduto in disgrazia, sia per l’onnivora presenza televisiva che ha degradato ogni narrazione, sia per l’esistenza di una certa narrativa che, attraverso (discutibili) reportage e real story, ha recuperato la sua antica consuetudine di raccontare il territorio. Marco Brando, giornalista del Corriere del Mezzogiorno, ha scritto un agile libretto, che già dal titolo,

Sud Est. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia, rievoca la forte – ed atavica – commistione tra giornalismo d’inchiesta e racconto d’evasione. Composto di una trentina di percorsi e di due “fuori rotta”, il libro di Brando assolve con facilità ad una duplice funzione: quella di denuncia, dettata dalla sconforto e dall’avvilimento per l’incuria e l’insensibilità di alcuni scellerati progetti di industrializzazione; e quella della fascinazione, che una terra come quella di Puglia è capace di emanare proprio nei suoi anfratti dimenticati (e quindi sottratti al degrado ambientale, ma anche alla valorizzazione turistica e culturale che dovrebbe invece esserne fatta). Da “settentrionale trapiantato nel Sud”, Brando riesce ad evidenziare bene questa contraddizione entro cui il sud-est – come tutto il Meridione, del resto – rischia di restare fulminato, ma ne comprende anche le straordinarie possibilità di riscatto mai attuate, che la condannano in un odioso limbo nel quale sembra ormai essersi rassegnato.

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gen
03
2008
0

“PUGLIA: SUD EST”

[Un articolo-intervento che recensisce “SUD EST - Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia”, il libro di Marco Brando edito da Palomar (Ba, 2006), prefaz. di F. Cassano. www. edizioni-palomar.it]

Pubblicato qui: http://www.murmurofart.com/Testo.asp?Progr=1635

La Puglia diventata nota nel mondo! Con proclamata vocazione al turismo internazionale. La Puglia dai “tanti nomi”: Gargano, Salento, Valle d’Itria, Grecía, Murge, riportata da un settentrionale che vi è arrivato per ragioni di lavoro. Caso “strano”: un emigrato “al contrario”, dunque! Marco Brando, giornalista di Genova Sampierdarena che dal 2000 lavora a Bari presso la redazione de “Il Corriere del Mezzogiorno”, dorso di cronaca pugliese del “Corriere della Sera”, ci fa viaggiare per tutta la Puglia, soprattutto quella minore però (paesini e luoghi meno battuti), con l’occhio di chi viene da fuori ma che ha fatto sua la regione, e la ama. Ne risulta un giro turistico molto interessante, e la prosa giornalistica ci aiuta a gustare i particolari e le relazioni con la gente, perché il testo non è una guida turistica ma il resoconto di un viaggiatore che condisce il suo discorso con aneddoti interessanti, storia e storie.
Ci porta a spasso per i lidi pugliesi piú o meno conosciuti con ironia e sagacia, consapevole del fascino di questa regione cosí bella e complessa. Ecco qualche titolo dall’indice, per capire: “Ginosa-Campomarino, dal lusso al panino in spiaggia”, “Lo strano lido all’ombra della ciminiera, Torre Guaceto-Monopoli”, “Isole Tremiti, storie di turisti e deportati”, “Gagliano del Campo-Grecía, lungo l’antica via del tabacco”, “Manduria-Cisternino, il mistero dei Messapi rapiti”, “In treno sulle Sud-est, la Puglia magica di pietre e binari”. E con un filo d’Arianna che si dipana con rotte prestabilite, ci accompagna lungo la costa e all’interno del territorio regionale, con un discorso che ci fa comprendere che la magnifica Puglia ha ricchezze e possibilità immense, che sfrutta sí, ma a volte non come dovrebbe, o potrebbe; il vizio di piangersi addosso anche quando magari non ce n’è ragione, quello di guardare troppo fuori, il bisogno di riconoscersi.
Il turismo è presente, non c’è che dire…: “Può capitare di raggiungere un paese come Conversano – sulle murge baresi – stando in coda dietro un plotone di ciclisti. Anzi, di cicloturisti tedeschi […].” “In alta stagione solo a Vieste i residenti passano da quindici a oltre centomila. E i turisti “estivi” sono, lungo la costa garganica, piú di due milioni (!). Oltre il doppio, secondo alcune stime che riguardano anche l’ospitalità sommersa”. “In agosto c’è cosí tanta gente che quasi bisogna fare i turni per imboccare i vicoli piú stretti”. E questo solo sul Gargano, se poi aggiungiamo tutto il resto, dove possiamo trovare situazioni similari… ed eventi internazionali che catalizzano l’attenzione non ci si potrebbe tanto lamentare. Splendide oasi naturalistiche fra le piú conservate e selvagge del Mediterraneo, ricchezze e bellezze insospettate e sconosciute, angoli di paradiso e lidi “da far rimpiangere i soldi spesi per trasvolate ai Caraibi in cerca di spiagge quasi uguali ma piú affollate”! Luoghi che a volte neanche gli stessi pugliesi conoscono. E sterminate campagne. E centri storici fiabeschi. Castelli. Masserie. Trulli. Possiamo dire che un po’ in tutta la regione si notano città e paesi pienissimi, vitalissimi; ma ecco che si scopre magari, fra le contraddizioni, che “il problema” è riuscire a stanare i turisti anche in bassa stagione. O che si ha a volte poca dimestichezza con le esigenze dei turisti a largo raggio: esercizi a volte chiusi, e l’aeroporto civile piú vicino (ora parlando del Gargano), quello di Bari, che dista quasi duecento chilometri e senza collegamenti. Qui occorrerebbe l’intervento di Stato e Regione… E le tariffe aeree rimangono comunque molto costose per chi vuole arrivare in Puglia, in particolar modo quando non esiste un diretto per Bari o Brindisi: in quel caso bisogna per esempio fare scalo a Roma con raddoppio delle spese! Perché questo, data l’altissima vocazione turistica, lavorativa ed imprenditoriale insieme della regione, un’intraprendenza che non ha eguali nel Mezzogiorno, e che fa addirittura concorrenza al resto d’Italia possiamo permetterci di dire? “Il fatto è che il cuore della Puglia nasconde, con pudore, molti tesori. Basta dirigersi verso l’interno. E la storia della regione – quella dei suoi genitori e progenitori, ma anche la storia del loro lavoro – riemerge. Lontano dai riti dell’estate balneare. Lontano dal mare”. E i treni? La scarsa efficienza promozionale – anzi, nulla – delle Ferrovie Sud-est, che pure sono un Orient Express stile western che fa gustare panorami meravigliosi a non finire: pochi turisti le conoscono e le sfruttano. Potrebbero essere un’altra grande risorsa, se ben compresa. Sperando che non ci pensi da sola Lecce, come si ventila, ma partecipino anche, auspicabilmente e giustamente, le altre province. Oppure la cementificazione selvaggia di alcune zone (tipica italiana peraltro), che ha tolto fascino e viaggiatori. Ma anche il fatto che spesso si nota poca voglia di collaborare fra strutture e privati, ci fanno capire che la Puglia potrebbe fare un altro salto impensabile (e molti ne ha fatti, merito dei pugliesi stessi) se ci fosse piú organizzazione, piú collegamenti, piú collaborazione, piú incentivi, meno chiusure e pregiudizi. E lo diciamo parafrasando Franco Cassano: “Lo scetticismo non è realismo o prudenza, ma solo mediocrità e paura di volare”. Ma chissà, forse è meglio che la Puglia si incentivi all’esterno meno di altri lidi. Per “protezione”… Per “pudore”… Ma all’interno occorre piú unità. Insomma, tante virtú e qualche contraddizione; eppure, dove non se ne trovano? L’autoconsapevolezza è l’unica politica che conta! In particolare in quest’Italia (e Puglia) dei campanili. Speriamo che il libro contribuisca a far amare la Puglia, e a farla meglio riconoscere, anche dai pugliesi stessi, per non arrivare a dirne come una volta è stato scritto: “Uno dei paesi peggio giudicati e peggio compresi…”. “Arrivederci Puglia. Abbi cura di te”.


Gianni Simeone

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apr
08
2007
3

Sud Est

Lunedì 23 aprile 2007, ore 18.00
Hotel Città, piazza Walther 21, Bolzano
presentazione del libro

Sud Est: vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia

Di Marco Brando. L’autore sarà presente. Seguirà un piccolo vernissage con prodotti tipici pugliesi.

Un viaggio nel tacco d’Italia, la Puglia, regione sospesa tra mille contraddizioni, tra la voglia di rinnovamento e la tradizione: è "Sud Est: Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia". Il nuovo libro del giornalista Marco Brando nasce da un’inchiesta condotta nelle estati del 2004 e del 2005 sulle colonne del "Corriere del Mezzogiorno", allegato di cronaca pugliese al Corriere della Sera. Due itinerari principali, lungo la costa e nell’interno, "dentro" la Puglia autentica, e due "fuori rotta" un viaggio notturno insieme ai pescatori di Molfetta e una "traversata" lungo i percorsi delle Ferrovie Sud-Est. Un viaggio tra storia e costume, tra il fascino della costa e gli scempi dell’abusivismo, tra i pregi e i difetti del territorio e dei pugliesi.

Per un pubblico attento risulteranno di particolare interesse le notizie relative alle comunità di minoranza che vivono in Puglia, come i grecanici, gli arbereshe, i croati, i franco provenzali con la comunità protestante valdese. Ma non solo le minoranze: in Puglia la presenza nel XIII secolo di Federico II di Svevia ha lasciato tracce indelebili di un mondo multiculturale che solo oggi può essere immaginato: a Lucera per suo volere nasce la prima moschea in Italia con relativa comunità islamica.

Insomma la storia, il turismo e gli itinerari ricchi di cose da raccontare in compagnia di pochi ma significativi prodotti della Puglia: un paio di vini, del pane, un formaggio.

Marco Brando, genovese di nascita, ha conosciuto la Puglia per motivi di lavoro. Giornalista, ha cominciato a scrivere per "L’Unità" come corrispondente da Pavia, per poi passare alla redazione di Milano, dedicandosi soprattutto alla cronaca giudiziaria e all’inchiesta "Mani pulite". Dopo un’esperienza come autore del programma "Film Dossier – Linea d’Ombra" e dopo aver lavorato per "Tv Sorrisi e Canzoni" dal novembre 2000 lavora nella redazione di Bari del Corriere del Mezzogiorno, dove risponde anche ai lettori nella pagina "Lettere – La voce del cittadino".

Iniziativa on collaborazione con l’Hotel Città. Informazioni presso la Biblioteca Culture del Mondo, tel. 0471.972240.

Link: http://www.bibmondo.it/index.html

mar
23
2007
1

<SUD EST> A MILANO

Domenica 25 marzo

a Milano

presentazione del libro

"Sud Est. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia"

di Marco Brando

presso lo spazio eventi

dell’Associazione Regionale Pugliesi – Via Pietro Calvi,29

Milano con inizio alle ore 16,30.

Intervengono:

Riccardo De Corato – Vice Sindaco di Milano -

Dino Abbascià presidente A.R.Pugliesi –

Agostino Picicco responsabile culturale A.R.Pugliesi –

Gianbattista Quaranta avvocato

Discuterà con l’autore : Marina Cosi di Rainews24

Seguirà degustazione prodotti tipici pugliesi

Invito estendibile

Associazione Regionale Pugliesi

Coordinamento eventi e manifestazioni

info 347.4024651

<!–

–>

mar
08
2007
1

 

A INNSBRUCK !!!

Dienstag / martedì, 24.04.07, 20:00

kulturgasthaus bierstindl, Klostergasse 6, Innsbruck

 

Sprache: Italienisch & Deutsch / lingua: italiano & tedesco

Eintritt frei / ingresso libero

 

Eine Veranstaltung des Italien-Zentrums in Zusammenarbeit mit dem kulturgasthaus bierstindl und dem Italienischen Kulturinstitut Innsbruck

 

Una manifestazione dell’Italien-Zentrum in collaborazione con il

kulturgasthaus bierstindl e l’Istituto italiano di cultura Innsbruck

 

Wir danken den StudentInnen der Italianistik (Institut für Romanistik der LFUI), welche im Rahmen der Lehrveranstaltung „Übersetzung in die Muttersprache“ unter der Leitung von Dr. Elisabeth Muigg Marco

Brandos Texte ins Deutsche übertragen haben./

 

Ringraziamo gli studenti di italianistica (Istituto di romanistica

della LFUI) e la loro insegnante Dr. Elisabeth Muigg per la traduzione dei testi di Marco Brando in lingua tedesca.

 

 

Marco Brando

SUD EST

Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia

Südost

Sommerliches Vagabundieren eines Norditalieners

 in Apulien

Es gilt, gemeinsam mit Marco Brando durch eine der südlichsten Regionen Italiens – Apulien – zu „vagabundieren“. Mit den „Augen eines Nomaden“ beschreibt Brando, ein aus Genua stammender Journalist beim Corriere del Mezzogiorno (dem südlichsten Ableger des Corriere della Sera), vom Massentourismus weitgehend noch unberührte Gegenden Apuliens. Indem er den Fokus auf die kleinen Orte und ländlichen Gebiete Apuliens legt und sie mit denen des italienischen Nordens vergleicht, gelingt es dem Autor, weit verbreitete Vorurteile gegenüber dem „rückständigen“, ländlich geprägten Süden zu entkräften. Marco Brandos Streifzug gleicht einer nicht unkritischen Liebeserklärung an seine Wahlheimat, einer wunderschönen, aber auch komplexen Region.

 

SUD EST nasce da un‘inchiesta giornalistica di Marco Brando condotta sulle pagine del «Corriere del Mezzogiorno», dorso di cronaca pugliese distribuito col «Corriere della Sera», nel corso delle estati 2004 e 2005. Lo scopo è quello di descrivere e raccontare – con spirito critico e una buona dose di ironia – luoghi più o meno turistici, personaggi di ieri e di oggi, fenomeni di costume, radici storiche, pregi e difetti della Puglia (estiva e non solo) e dei pugliesi. Marco Brando, genovese di nascita e milanese d’adozione, emigrato a Bari da qualche anno (lavora al «Corriere del Mezzogiorno»), presenterà tramite il suo libro a Innsbruck i suoi vagabondaggi estivi in terra pugliese.

 

 

 

“Lazzari felici”- Ein Abend neapolitanischer Gesänge, eine Zeitreise von Orlando di Lasso bis Pino Daniele

(„Lazzari felici“ – Una serata di canzoni napoletane, un viaggio nel tempo da Orlando di Lasso a Pino Daniele)

 

Im Anschluss an Marco Brandos Reise durch Apulien entführen wir Sie mit dem bekannten Tenor Wolfgang Bünten und seinen Musikern

anhand eines breit gefächerten Repertoires an neapolitanischen Gesängen durch die Jahrhunderte hindurch in die egenüberliegende Region Süditaliens.

 

In seguito al viaggio in Puglia di Marco Brando Vi portiamo – assieme al conosciuto tenore Wolfgang Bünten e i suoi musicisti e attraverso il loro vasto repertorio di canzoni napoletane – nella regione meridionale opposta, “viaggiando” nel tempo.

Besetzung / interpreti:

Wolfgang Bünten, Gesang / canto

Hermann Schwaizer Riffeser,

Mandoline & Gitarre / mandolino & chitarra

Martin Öttl, Gitarre / chitarra

Helmut Sprenger, Klarinette / clarinetto

Walter Singer, Kontrabass / contrabasso

 

 

Link:

 http://www.uibk.ac.at/italienzentrum/pdf_ss_07/focus_sud_sud_est_24_und_25_04_07.pdf


feb
16
2007
0

Sabato 17 febbraio 2007

alle ore 18

 presentazione di "Sud Est"

presso la Masseria ex Gesuitica

a Orta Nova (FG)

Relatore: Raffaele Licinio,

ordinario di Storia medievale

all’Università di Bari

 

gen
24
2007
0

MARTEDI’ 30  GENNAIO 2007 – ORE 22.35

 

Su Gambero Rosso Channel

(Raisat)

nel programma


Letture Golose


Alfredo Antonaros
con le sue interviste

e Massimiliano Mariola con i suoi piatti

ci conducono nell’universo dell’editoria enogastronomica.

Nella puntata di martedì 30 gennaio

alle ore 22,35

saranno in compagnia

di Marco Brando

con il suo libro

“Sud Est. Vagabondaggi estivi

di un settentrionale in Puglia”,

edito dalla casa editrice barese Palomar

(176 pag., brossura, 14 euro, 2006).

 

Link:

 http://www.edizioni-palomar.it/ ,

http://www.edizioni-palomar.it/schedaprodotti.asp?IDProdotto=346 ,

http://www.gamberorosso.it/portale/televisione/homepage/ ,

 

Come ricevere RAI SAT:

- con il gold box  RAISAT GAMBERO ROSSO CHANNEL ora è sul canale 410

- con il decoder Stream ultimo modello (Irdeto): RAISAT GAMBERO ROSSO CHANNEL è sul canale 72

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gen
05
2007
0

&lt;SUD EST&gt; SU RADIO24

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nov
17
2006
7

.11.2006 – da http://www.capitanata.it/newsrecord_long.php?tar=1185

VAGABONDANDO A SUD EST

Una raccolta di emozioni scaturite dalla sorpresa
e dal fascino della Puglia

di Antonio V. Gelormini

 Da qualche mese si parla di Puglia ad un ritmo incalzante, delle vicende che la coinvolgono e degli eventi che la animano. Si parla di Puglia e dei suoi sapori sugli scaffali degli ipermercati e sulle tavole dei ristoranti più selezionati. Si parla di Puglia al cinema. Se ne parla in radio e naturalmente in televisione. Si parla di Puglia ai festival e sulle pagine rosa dell’economia. Anche l’evento letterario di fine estate ha preso via da Bari ed ha visto notti bianche, organizzate in libreria, per aspettare l’ultima fatica di Gianrico Carofiglio e il ritorno atteso dell’avvocato Guerrieri.

 
Raccogliendo l’invito del ministro Rutelli: “Visitare e conoscere meglio l’Italia, i suoi borghi e i suoi tesori”, ripartiamo dunque da qui, dalla Puglia. Una regione che, come tutte quelle che vantano buoni vini, vive un periodo ricco di fermenti e si prepara a presentare ancora un’annata favolosa, annunciata da araldi doc di tutto rispetto, quali il Primitivo, il Negroamaro e il Nero di Troia. Per una volta non prenderemo né auto, né treno, né aereo. Le vacanze sono finite da poco e la stagione degli scioperi non prefigura una situazione del tutto tranquilla.
 
L’invito, questa volta, sarà a vagabondare insieme a Marco Brando. E’ un giornalista del Corriere del Mezzogiorno, l’anima mediterranea del Corriere della Sera, ed è autore di “Sud Est” – Ed. Palomar, Bari 2006. Il libro ha conquistato attenzioni ed apprezzamenti per essere la rivelazione di un autore accattivante: ripropone il racconto del viaggio con “gli occhi nomadi” degli autentici viaggiatori, e contribuisce alla scoperta di un entroterra, meno noto ai turisti, tipico nella sua autenticità e capace di rappresentare la vera risorsa nascosta per il rilancio e l’innovazione dell’offerta turistica locale e nazionale.
 
Una raccolta di emozioni scaturite dalla sorpresa e dal fascino che la Puglia riserva a chi non intende accontentarsi dello spettacolo del mare e di quello degli immensi campi di grano. E’ la ricerca certosina di un settentrionale trapiantato in Puglia che, seguendo l’inclinazione naturale di questo territorio, tiene la rotta puntata verso Sud Est. Così Brando asseconda la dolcezza sinuosa delle sue colline e, paziente come un pescatore, ne districa la rete di paesini per regalarci suggestioni e curiosità. A testimonianza di un grande amore per questa terra e la sua gente, che lui, di famiglia genovese, assimila con affetto ai liguri, definiti: “montanari costretti a fare i marinai”.
 
Dal mistero della tenuta di Santa Tecla sul Gargano e “della villa in cui è stata ospite persino Soraya, quando era regina di Persia e moglie dello scià Reza Pahlavi”. Alla meraviglia sconosciuta ai più di Cisternino, “piccolo al punto giusto; bianco brillante sullo sfondo del cielo azzurro, tanto da far socchiudere gli occhi, quando il sole è alto; splendente nella notte. Con quel fascino da piccola casbah, sopravvissuta lassù dai tempi delle invasioni saracene”. Fino al piacere del viaggiare con calma con le Sud Est, “le romantiche ferrovie che potrebbero costituire la formula magica per uno slow tour di poche ore, per attraversare un paesaggio unico tra i trulli di Alberobello, le grotte di Castellana e i ricami gotici del Salento”. E’ un continuo dischiudersi di finestre su una realtà tanto variegata, da giustificare l’uso del plurale per presentare le Puglie.
 
Nel fissare la lente sui piccoli centri e sulle campagne pugliesi, Marco Bando con la sua inchiesta ci segnala, inoltre, che “I tre quarti degli italiani vivono in cittadine o in paesini di poche migliaia di abitanti. L’essenza dell’italianità, e in questo caso della pugliesità, quindi, si può scorgere di più vagabondando fuori dalle metropoli. Un parametro sociologico che evidenzia come oggi un ragazzo di Bari e uno di Milano, a parità di livello culturale, abbiano molto di più in comune tra loro piuttosto che con i coetanei radicati alla stessa latitudine ma in piccoli centri (ad esempio tra le Alpi, a Edolo in Lombardia o sulla Murgia a Spinazzola)”. Cosicché – sfatando due miti, l’uno settentrionale e l’altro meridionale, del Nord che immagina ancora un Sud rurale che non c’è quasi più e del Sud che pensa i settentrionali tutti “milanesi”, mentre Milano è una realtà unica e decisamente multietnica – l’autore rende evidente: che un lombardo e un pugliese “di campagna” potrebbero scoprire, per quel che riguarda la mentalità, di essere tra loro molto più simili di quanto essi lo siano, rispettivamente, con un lombardo o un pugliese “delle grandi città”. Analisi davvero intrigante, che manda all’aria i pregiudizi di qualsiasi latitudine.
Buona lettura.
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