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2006
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 link del libro : http://sudest.splinder.com/post/8761720

Corriere del Mezzogiorno – BARI – sezione: OPINIONI – data: 2006-09-13 num: – pag: 19

Quell’Italia « diversa » tra Nord e Sud

ma pure tra paesi e metropoli

 

Ho letto durante le ferie il suo libro « Sud Est. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia » , edito da Palomar e tratto dagli articoli che lei ha scritto durante le scorse estati per il Corriere del Mezzogiorno. Io sono un pugliese, o meglio un leccese, che lavora e vive da quasi vent’anni nel Nord Italia, in Piemonte; devo dire che leggendo il libro ho scoperto tante storie della mia regione d’origine che non conoscevo. C’è da dire che segnala gli aspetti positivi ma anche quelli negativi della Puglia, invitandola ad « avere cura » di se stessa. È giusto non nascondere quello che non va. Mica si può parlare solo di « ridenti paesi » per far contente le Pro Loco. A questo proposito tuttavia vorrei sottolineare che lo stesso si potrebbe affermare di altre regioni, incluso il Piemonte, malgrado si tratti di una zona più ricca della Puglia; e non da oggi. Insomma, penso che si tratti di un fenomeno italiano, non solo pugliese o meridionale. D’altra parte, più tempo passa più certi problemi mi sembrano comuni al Nord come al Centro e come al Sud. Non c’è più quella netta divisione tra Italia settentrionale e meridionale che è stata immortalata da tanti articoli, film e luoghi comuni. Cosa ne pensa, visto che lei è uno dei pochi settenrionali « emigrati » a Sud?

Antonio Pellegrino

Torino

 


 

IL PUNTO

 

di Marco Brando

Gentile signore,

situazione economica a parte, penso che le differenze tra le varie « Italie » siano sempre meno forti su fronte della mentalità, soprattutto tra le giovani generazioni. Già nel 2001 lo storico Giovanni Sabbatucci, in un’intervista per l’Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche ( Rai), disse che « gr azie alle comunicazioni di massa, alla televisione, grazie alla … civiltà dei consumi, abbiamo assistito a un processo, se non proprio di omologazione, quanto meno di riavvicinamento. Oggi gli italiani del Sud e del Nord intanto si capiscono, cosa che cent’anni fa per lo più non avveniva: guardano gli stessi spettacoli alla televisione, guardano gli stessi film, sentono la stessa musica, si incontrano, si scambiano esperienze molto più di quanto non avvenisse in passato ». Dunque, per quel che riguarda la mentalità, io ( dovendo esprimere un ben più modesto giudizio sulla base della mia relativa cono scenza della realtà sociale italiana a Nord come a Sud) ritengo che man mano avrà sempre meno importanza il vecchio parametro della latitudine Nord/ Centro/ Sud e delle vicende storiche pre unitarie. Penso piuttosto che, proprio grazie all’omologazione cui accennava Sabbatucci, il confine virtuale tra mentalità destinato ad accentuarsi, sia quello che divide chi abita in grandi aree metropolitane e chi ( in Italia la maggioranza) vive nei piccoli o piccolissimi centri. Nel senso che oggi un ragazzo di Bari e uno di Milano, a parità di livello culturale, hanno molto più in comune tra loro piuttosto che con i coetanei rdicati alla stessa latitudine ma in piccoli centri ( ad esempio, tra le Alpi, a Edolo, in Lombardia; o, sulla Murgia, a Spinazzola). Semmai andrebbero sfatati due miti, l’uno settentrionale, l’altro meridionale. A Nord spesso s’immagina ancora che esista il Sud rurale di trenta o quarantanni fa, ma com’è noto non c’è quasi più. A Sud si pensa che tutti i settentrionali siano « milanesi » ; invece Milano è una realtà unica, un miscuglio di cittadini con radici variegatissime ( non solo italiane). Così oggi un lombardo e un pugliese « di campagna » potrebbero scoprire, per quel che riguarda la mentalità, di essere tra loro molto più simili di quanto lo siano con un lombardo o un pugliese delle grandi città. Alla faccia dei pregiudizi di certi leghisti o anche di certi meridionali.

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