lug
31
2006
1

L’INTERVISTA USCITA SULLA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO DEL 31/07/2006

Puglia, ti rivedo

con gli occhi di uno straniero

( scheda, appuntamenti e recensioni: clicca qui )

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Quando è un altro a raccontare la tua terra, ti accorgi che è diversa da come la vedi. Così come siamo diversi dall’immagine che di noi rimanda uno specchio. E la prima reazione è di sorpresa, di incredulità. La seconda, di ringraziamento per il giornalista che, sulla scia dei grandi viaggiatori che varcarono «le Puglie», ti aiuta a guardare con distacco la «tua» regione, fondendo nel suo itinerario la curiosità professionale e l’humus di una genìa materna-paterna in cui si mescolò sangue del Lombardo-Veneto con quello della Liguria, dell’Emilia-Romagna e della Campania. Da queste radici multiregionali la rotta a Sud Est di Marco Brando, inchiesta diventata libro per Palomar, trae l’apertura di uno sguardo ora di critica ora di consenso, comunque partecipe.

Franco Cassano sostiene che, se rinunzieranno a osare, i pugliesi resteranno «eterni incompiuti», oscillanti «tra grandi racconti ed epiloghi di terz’ordine»? È questa l’idea che anche lei si è fatto della Puglia?

«È l’idea che mi sono fatto del Paese. E la Puglia ne fa parte a pieno titolo, nel bene e nel male. Certo, nel Sud il rischio che l’oscillazione possa coincidere anche con la stasi esiste di più, per il ruolo cucito sul Sud dalle politiche nazionali, e per i problemi che il Sud davvero ha in più rispetto ad altre zone dell’Italia. Sul Mezzogiorno – lo dico da nipote di nonni paterni napoletani – pesa il ritardo di una classe dirigente che spesso ha mostrato, ancor meno che altrove, salvo eccezioni, l’elasticità necessaria per abbandonare l’oscillazione di cui parla Cassano. È però doveroso sottolineare che la Puglia, nel Sud, è all’avanguardia».

Alla sua conoscenza della Puglia che cosa hanno aggiunto i suoi viaggi?

«Le zone costiere "vendibili", dal punto di vista delle infrastrutture, a turisti settentrionali o stranieri, sono assai limitate rispetto ai 900 chilometri di litorale: un piccolo tratto nella zona di Castellaneta Marina, poi da Porto Cesareo a Torre dell’Orso (in sostanza da Gallipoli e Otranto), un piccolo tratto intorno a Monopoli, il Gargano da Mattinata a Rodi. Per il resto, a parte le zone industriali, ci sono località turistiche su misura per pugliesi o lucani (locali o di ritorno come emigrati): ma il livello qualitativo dell’ambiente e delle infrastrutture non può sedurre chi non ha radici da queste parti».

E per la Puglia interna?

«Forse per me è più affascinate di quella costiera, per le ricchezze paesaggistiche e artistiche, e per le storie che l’interno cela. Ricchezze di cui gli stessi pugliesi sono poco consapevoli. D’altra parte le sole aree interne frequentate dal turismo non stanziale sono Valle d’Itria e Castel del Monte».

Sono così diversi i pugliesi di terra da quelli di mare o, come in alcuni piatti, ritroviamo la tenacia delle radici della terra e l’audacia dello spirare di un vento?

«Io ho nonni liguri, veneti e campani. Ma mi sento intimamente legato alla Liguria. Ebbene, dei "genovesi", come erano chiamati i liguri ai tempi della Repubblica marinara, si racconta che sono montanari costretti a fare i marinai. Da questo punto di vista, i pugliesi mi sembrano simili. D’altra parte Tommaso Fiore, scrittore e politico azionista pugliese, già oltre 80 anni fa non faceva distinzioni tra pugliesi di mare e di terra e parlava di quello pugliese come di un "popolo di formiche", capace di imprese straordinarie, tali da far tremare un "popolo di giganti". La lettura dei libri di Fiore mi ha aiutato a osservare la Puglia di oggi».

 La voluta esclusione dei capoluoghi non riduce l’esemplarità dei percorsi? La Puglia rimane, come dice lo storico Giuseppe Poli, regione di "città contadine".

«Raccontare le grandi città avrebbe richiesto grande spazio. La scelta è stata dettata, durante l’inchiesta, anche dall’esigenza di non dilatare il racconto. Però c’è un’altra ragione: le città pugliesi sono simili, come stile di vita, alle altre analoghe grandi città italiane. A me interessano la Puglia e l’Italia dei piccoli centri e delle campagne: i tre quarti degli italiani vivono in cittadine o in paesini di poche migliaia di abitanti. L’essenza dell’italianità, e della pugliesità, si può scorgere di più vagabondando fuori dalle metropoli».

Se potessimo generalizzare, che cosa non sopporta di questa regione?

«Beh, questa è un provocazione? Diciamo che al familismo pugliese, e meridionale, sono un po’ allergico. Però ho un alibi: pare che i liguri siano insopportabili e scorbutici». 

E la qualità eccelsa dei pugliesi?

«Non lo dico per piaggeria, giuro: il senso dell’ospitalità».

Al di là di pregi e difetti, il tratto che le piace di più?

«Posso sbilanciarmi: le donne pugliesi, che sono molto belle. E il romanico delle vostre chiese».

 Il primo dei suoi viaggi si conclude con un "Puglia abbi cura di te". Come se questa terra fosse l’eterna, distratta amante dei forestieri che appare a molti?

«E un augurio che non negherei alle altre regioni italiane, né al Paese. Né alla nostra Europa. Noi dovremmo prima di tutto sentirci consapevoli d’essere europei, poi italiani, poi pugliesi o liguri. È il modo migliore per cercare di evitare che Italia, ed Europa, restino la "nave sanza nocchiere in gran tempesta" di dantesca memoria. Dobbiamo essere meno autolesionisti; e volerci più bene».

Written by sudest in: Senza Categoria, recensioni |
lug
27
2006
2

Corriere del Mezzogiorno – BARI – sezione: 1 CULTURA – data: 2006-07-27 num: – pag: 17

CONVERSANO

Il Sud Est di Brando

a « Lector in Fabula »

( http://sudest.splinder.com/post/8761720 <—- scheda, prefazione e recensioni )

 

Tutto passa veloce: auto, case, prati, parcheggi, la linea bianca in mezzo all’asfalto, la Puglia, la statale 16 Adriatica, fino su in Emilia Romagna. Potete percorrerla così, d’un fiato. Senza domande. Un biglietto del treno in tasca e non avrete neanche la preoccupazione di guidare. Dal finestrino: agglomerati urbani, spiagge e balere, campi, milioni di storie di cui non vi preoccuperete. Vi sentirete leggeri, in continuo movimento. Eppure non siete gli unici a muovervi, a cambiare. Sembra che l’identità di quest’Italia adriatica perda peso, si stacchi dai luoghi e dalle persone, ci preceda, come un’ombra. Serve qualcuno che provi ad acciuffarla per le orecchie.
Ci stanno provando a Conversano, dove si è aperta ieri la seconda edizione di « Lector in Fabula » , rassegna di incontri letterari organizzata dall’associazione Presidi del Libro, dalla Fondazione Giuseppe Di Vagno e dal Comune di Conversano. Tema dell’edizione è, appunto, « In continuo movimento » . Angela Barbanente, assessore al Territorio della Regione Puglia, Federico Bilò, do cente di Composizione architettonica all’università di Pescara, e Nicola Signorile, critico d’architettura e giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno hanno aperto ieri il ciclo con una serata dedicata alla descrizione della « metropoli diffusa » , paesaggi urbani e rurali nell’immaginario di chi pianifica e progetta.
Di taglio diverso sono gli « incontri di passaggio » stasera: gli occhi che osservano e descrivono sono quelli di Marco Brando, giornalista del Corriere del Mezzogiorno . Presenterà Sud Est. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia ( Palomar, 2006): il suo diario di viaggio lungo le coste e le campagne della Puglia minore. Interverranno con l’autore Maddalena Tulanti, capo redattrice dello stesso quotidiano, e Franco Botta, docente di Politica economica all’Università di Bari. Appuntamento alle 21, nel Chiostro dei Paolotti. L’incontro è aperto dalle letture di Enzo Toma e seguito da un concerto di musica zingara del gruppo Rovaranò.
« Lector in Fabula » proseguirà ad agosto. A Conversano si fermeranno Vito Antonio Leuzzi, Franca Pinto Minerva, Pasquale Guaragnella e Valdemaro Morgese ( 11 agosto), con una lettura della Puglia come terra dell’accoglienza e sul tema dell’immigrazione; Enrico Calandri e Lucia Cacciapaglia ( 12 agosto) per ripercorrere l’esperienza letteraria di Pier Vittorio Tondelli; Lorenzo Sani e Carmelo Formicola ( 13 agosto) per descrivere vizi e virtù del giornalismo locale.

Lorenzo Marvulli

lug
24
2006
0

APPUNTAMENTI E PRESENTAZIONI

SCHEDE E RECENSIONI QUI:

http://sudest.splinder.com/post/8761720

LECTOR IN FABULA

Il 27 luglio a Conversano, nela Chiostro delle Paolotte, ore 21,30, presentazione del libro con Maddalena Tulanti (caporedattore del Corriere del Mezzogiorno) e l’economista Franco Botta (Università di Bari). Organizzano il Comune, la Fondazione Di Vagno e il Presidio del Libro. Maggiori informazioni: clicca qui .

 



OSTRICHE E LIBRI 

Il 28 luglio, Locanda di Beatrice (Corato): cena con ostriche e Franciacorta (guida Vittorio Cavaliere); presentazione del libro di Marco Brando Sud Est (Palomar, 2006), con l’autore e il medievista Raffaele Licinio; Salvatore Farinato «offre» i suoi sigari. Con Slow Food Castel del Monte. Info: 330.324421.

Maggiori informazioni: clicca qui


 

CARNE DIEM 2006

«Il fornello della Murgia» il 30 luglio, ore 20,30, a «Il Trappettello» di Monopoli, con Slow Food Alberobello. Durante la serata, presentazione di due libri: Ritorno al Primitivo di Giuseppe Baldassarre e Sud Est di Marco Brando.

Info: 335.6231826/347.4839594.

 


AL MERCATINO DEL GUSTO

Alle 21 del 2 agosto, a Maglie, nell’ambito del Mercatino regionale del Gusto di Slow Food ( www.slowfoodpuglia.com ) con l’autore, Antonio Fitto, sindaco di Maglie, Anna Maria Gallone, regista, Raffaele Licinio, Professore Ordinario di Storia Medievale all’Università degli Studi di Bari e altri. Maggiori informazioni: clicca qui


IN PIAZZA A MONOPOLI

Alle 20 del 4 agosto in piaza Vittorio Emanuele a Monopoli, nell’ambito dell’iniziativa <Dialoghetti canicolari>. Con degustazione del vino Macaro


ALLA FELTRINELLI DI BARI

Il 14 settembre alle ore 19. Relatori Maddalena Tulanti (capredattore del Corriere del Mezzogiorno – Puglia),  Raffaele Licinio (profesore di Storia medievale all’Università di Bari) e Franco Cassano (profesore di Sociologia a Bari).

 


 A PAVIA IN PIAZZA VITTORIA (SANTA MARIA IN GUALTIERI)

Il 18 settembre, orario serale da definirsi, relatori: il professor Franz Brunetti, docente emerito di Filosofia morale all’Università di Pavia e Giovanni Foresti, psichiatra, con il patrocinio del Comune di Pavia e l’oirganizzazione della LIberia Delfino. 


 A CASARANO

Il 24 settembre alle ore 18 presso la Sede della Proloco Salento, in via Ferrari 5, presentano il libro l’imprenditore Paride de Masi e il professor Raffaele Licinio. Benvenuto di Remigio Venuti, sindaco di Casarano, e di Giuseppe Botrugno, presidente dell’Associazione Pro Loco Salento.


A BARI PER IL PRESIDIO DEL LIBRO GOLOSO – SLOW FOOD

Il 30 settembre al ristorante la Pignatta (corso Vittorio Emanuele), all’ora di cena. Orario esatto e relatori da definirsi. 

 


 

A TREPUZZI, FESTA DELL’UNITA’

DOMENICA 1 ottobre ore 18.00, villaggio festa dell’Unità. Sonia Cataldo (Presidente Associazione Culturale “Emergenze Sud”) e Federica Rega, giornalista del “Quotidiano” parleranno con MARCO BRANDO (scrittore e giornalista del Corriere del Mezzogiorno), autore del libro <SUD EST. Vagabondaggi  estivi di settentrionale in Puglia> (Palomar).  Coordina il Consigliere Regionale Giuseppe Taurino.

 A CEGLIE MESSAPICA

Giovedì 12 ottobre alle 19,30, per i <Giovedì letterari>, presso il municipio, con il professor Vito Antonio Leuzzi, direttore dell’Istituto pugliese per la storia dell’Antofascismo e dell’Italia contemporanea. Introduce la responsabile dell’area storico-culturale dell’Ufficio Cultura del Comune di Ceglie, Marina Carrozzo. Saluti del sindaco Pietro Federico.


 A BARI

Giovedì 26 ottobre a cura dell’associazione Altair, ore 19. In via Re David 116/a

 


SUL TRENO DELLE FSE BARI-ALBEROBELLO

Il 31 ottobre con l’amministratore delegato di Svimservice Giancarlo di Paola e il professor Raffaele Licinio, ordinario di Storia medievale a Bari. Dalle 10 in poi. Riservato ai dipendenti di Svimservice e agli ospiti.

 


 

 NELLA BIBLIOTECA PROVINCIALE DI FOGGIA

Si terrà mercoledì 8 novembre alle 18.00 nella Sala Narrativa della Biblioteca Provinciale di Foggia. All’evento interverranno Carmine Stallone, Presidente della Provincia di Foggia e Raffaele Licinio, professore di Storia Medievale presso l’Università degli Studi di Bari.

 


 

 NELLA SEDE DI RUOTALIBERA A BARI

Martedì 14 novembre alle 20,30 nella sede di Via De Nittis, 42

 

 


 

 A GRAVINA NEL MUSEO CIVICO

Il 19 novembre nell’atrio del Museo archeologico comunale alle ore 11,30 presentazionew del libro “Sud Est” di Marco Brando del Corrirere del Mezzogiorno. Relatore il professor Franco Botta, docente di Economia poliitca all’Università di Bari. nell’ambito del Mercatino del Gisto promosso dall?associazione amici del fuingo cardoncello.

 

A NOCI PER "LA NOTTE DELLE LETTURE 2006"

Il 21 dicembre, tema di fondo "Un uomo in viaggio", nei luoghi più suggestivi del centro storico di Noci magicamente reiventati per una notte all’insegna della cultura. E’ questo quanto accadrà in occasione della singolare manifestazione "La notte delle letture", iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale, con il patrocinio della Regione Puglia e in collaborazione con il Parco Letterario "T. Fiore". Il tema generale di questa seconda edizione è "Un uomo in viaggio". Di tutto rilievo gli ospiti che Noci avrà l’onore di ospitare. Si segnala la presenza del noto scrittore Gianrico Carofiglio, che presenta il suo ultimo lavoro "Ragionevoli Dubbi", le cui letture saranno affidate alla voce dell’attrice pugliese Carmela Vicenti.
Il giornalista Marco Brando e il prof. Raffale Licinio "Sud-Est, vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia", edito da Palomar. Mentre Matita Loriello, finalista e vincitrice di vari premi letterari, presenta il volume, pubblicato da Besa, dal titolo "La geisha occidentale balla il tango". Presso la Chiesa Madre (ore 21.00


lug
23
2006
0

SUD EST 
 Vagabondaggi estivi
di un settentrionale in Puglia
——-

 

Cari amici vicini e lontani,

 è arrivato nelle librerie italiche (oppure bisognerà, eventualmente, ordinarlo) il mio libro <SUD. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia>, edito da Palomar, con prefazione del sociologo Franco Cassano.
 
Qui sotto ci sono la scheda e la prefazione.
 
Il libro si può acquistare anche attraverso il sito della casa editrice Palomar  o nelle librerie on line (vedi i link sotto).
 
 
EDIZIONI PAL˜MAR
di Alternative srl
 
 
COLLANA:     altreStorie                                
 
TITOLO:         SUD EST – Vagabondaggi estivi
di un settentrionale in Puglia
 
con prefazione di Franco Cassano
 
AUTORE:       Marco Brando
 
PREZZO:        € 14,00
 
PAGG.:           6
 
ISBN:              88-7600-169-7
 
 
 
IL LIBRO:  SUD EST nasce da un’inchiesta giornalistica condotta sulle pagine del «Corriere del Mezzogiorno», dorso di cronaca pugliese distribuito col «Corriere della Sera», nel corso delle estati 2004 e 2005.
Lo scopo è quello di descrivere e raccontare – con spirito critico e una buona dose di ironia – luoghi più o meno turistici, personaggi di ieri e di oggi, fenomeni di costume, radici storiche, pregi e difetti della Puglia (estiva e non solo) e dei pugliesi.
Sono due gli itinerari principali: un primo percorso lungo gli oltre 800 chilometri di costa; il secondo «dentro» la Puglia, attraversata da sud a nord senza mai toccare il mare. Completano il testo due «fuori rotta»: una notte su un peschereccio in compagnia dei pescatori di Molfetta; un viaggio attraverso gli scenari incantevoli percorsi dalle Ferrovie Sud-Est.
Un viaggio intenso, divertente, ricco di riferimenti alla storia e al costume, raccontato da chi non nasconde di subire il fascino di questa regione così bella e complessa. Tanto che il suo racconto si conclude con un augurio: «Arrivederci, Puglia. Abbi cura di te».
 
L’AUTORE: Marco Brando è nato a Genova Sampierdarena nel febbraio del 1958 e ha un albero genealogico piuttosto variegato.
Dal 1982 ha cominciato a scrivere per «L’Unità» come corrispondente da Pavia; per poi lavorare nella redazione di Milano del quotidiano, prima come redattore e poi come inviato, fino al 1998 (con un biennio di parentesi a Roma), dedicandosi soprattutto alla cronaca giudiziaria e in particolare all’inchiesta «Mani pulite».
Dopo un’esperienza nelle vesti di autore del programma «Film Dossier – Linea d’ombra» a Mediaset e dopo un anno e mezzo di lavoro per «Tv Sorrisi e Canzoni», dal novembre 2000 fa il giornalista a Bari nella redazione del «Corriere del Mezzogiorno» dove, tra l’altro, risponde ai lettori nella pagina «Lettere – La voce del cittadino».
 
 
 
Via Nicolai, 47 – 70122 Bari
Tel.: 080/5227262 – Fax 080/5227250
P.I. 05372730720
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PREFAZIONE
di Franco Cassano
L’eterna incompiuta
Ormai da decenni la Puglia è sospesa nel limbo. Di essa nel mondo e in Italia si alternano due immagini, quella ottimistica e speranzosa della «California del sud» e quella opposta, di una Puglia risucchiata dalle sue deficienze e patologie. E questa continua oscillazione tiene in sospeso una terra che sembra sempre sul punto di decollare e di accentuare la sua differenza rispetto al Mezzogiorno, ma è costretta, dopo qualche ebbrezza, ad accorgersi che le sue ali sono fragili o bruciate; e sente ritornare il peso di vecchi incubi, la disoccupazione, l’esodo dei giovani più capaci, il peso crescente della malavita, eccetera.
Questo continuo stop and go sembra un destino invalicabile, un limbo nel quale la Puglia è condannata a rimanere per sempre, rifluendo nel ruolo di eterna incompiuta: da un lato essa è troppo diversa dallo stereotipo dominante di un Sud fermo e addormentato, dall’altro il suo dinamismo è pieno di false partenze, e ogni volta dopo uno scatto bruciante, arriva l’affanno.
Quest’alternanza continua non è solo una successione nel tempo di euforie e delusioni, ma, come testimonia il libro di viaggio di Marco Brando, è una dissonanza che si incontra anche nello spazio, perché capita di ritrovare entrambe le facce a pochi metri o chilometri di distanza l’una dall’altra. Il cemento bracca continuamente la bellezza, e non appena la decenza e la legge guardano altrove (e capita troppo spesso), la degrada e la deturpa: le cabine sulla spiaggia diventano case, avviando quella spirale dei condoni
che ha saldato piccoli e grandi interessi, società «incivile» e politica in un blocco sociale tanto vorace quanto resistente. Ma accanto all’affollamento distruttivo esistono ancora «bellezze da sogno ignorate»; oppure capita di scoprire che la tutela del Gargano, la sua sottrazione alla ferocia cementizia, la si deve non solo a un ente preposto alla tutela dell’ambiente, ma moltissimo all’Eni, che a prima vista sembrerebbe il suo peggior nemico. E il libro è pieno di scoperte come queste, di accostamenti sorprendenti.
Brando viene dal Nord ed è arrivato in Puglia per ragioni di lavoro. Questo viaggio nasce dal desiderio di conoscere un territorio sconosciuto, di guardare da vicino i luoghi e le persone di cui ogni giorno si parla sulle colonne del giornale. I suoi resoconti ripropongono, nelle descrizioni e negli stati d’animo del viaggiatore, questa alternanza continua tra le promesse e le delusioni, la scoperta della ricchezza insospettata delle storie, della bellezza dei luoghi, dell’intraprendenza delle persone e la delusione per le diserzioni dello spirito pubblico, per un assalto alle coste e al mare, che diventa l’inquietante metafora del rapporto con il bene pubblico e dell’assalto particolaristico alle istituzioni.
Nel libro, che volutamente trascura le grandi città per attraversare la Puglia minore, questo alternarsi di emozioni e di scoperte non fa che accentuare la rabbia. Non si è di fronte a una stasi che uccide lo spirito, recidendo la speranza, ma neanche a un dinamismo stabile, che permette di distogliere lo sguardo, sicuri che poi tutto continui a funzionare per il meglio. La Puglia che Brando attraversa, in questi anni diventata nota nel mondo, è la Puglia del Salento, della Valle d’Itria, del Gargano oppure è la Puglia più riposta della Murgia e dell’Appennino. Ma anche in questa nuova immagine, che, tramite i nuovi strumenti di comunicazione, rende noti nel mondo i nostri luoghi e attira i turisti, torna a riproporsi, come una condanna, l’oscillazione. La riscoperta dei luoghi, del territorio e della tradizione è un nuovo punto di partenza oppure una ritirata, la ricerca di un piccolo lucro alle spalle di un mondo che ci sorpassa e ci sfugge? È l’inizio di un nuovo equilibrio tra modernità e tradizione oppure è un chiudersi nel piccolo cabotaggio, nello sfruttamento feroce del territorio, una vendita all’incanto senza pudore e misura?
Ovviamente Brando non si propone di rispondere a questa domanda, e il suo libro, molto saggiamente, si fa prendere dal ritmo della scoperta, della meraviglia, della cronaca, delle osservazioni di chi è solo di passaggio, e per questo è più sereno sia nei riconoscimenti che nelle critiche. Ma sembra anch’esso alla fine suggerire una morale ai pugliesi: possedete una terra bella e varia, ricca di caratteri e di lingue, di chiese e di mari diversi, in una posizione di collegamento che si respira anche soltanto ripercorrendone la storia. Non fatevela sfuggire dalle mani, sfruttatela, ma con saggezza e gentilezza, non ripiegate sul piccolo cabotaggio, che vi fa rimanere sotto costa, osate un po’ di più. Lo scetticismo non è realismo o prudenza, ma solo mediocrità e paura di volare. Se rinunzierete a rischiare, rimarrete sempre a metà strada, eterni incompiuti, che continuano a oscillare tra grandi racconti ed epiloghi di terz’ordine.


IL LINK 1
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 tutti i siti internet di varia natura
 in cui si parla del mio libro:
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LE RECENSIONI
SU "METRO"
(di ANTONELLA FIORI)
CHE CI FA un settentrionale in Puglia? Di solito il turista estivo che poi rientra nelle nebbie,
spesso padane, dopo poche settimane. Diverso il caso di Marco Brando, genovese di nascita
e milanese d’adozione, emigrato a Bari da qualche anno (lavora a “Il Corriere del Mezzogiorno”), che ha raccolto in questo libro i suoi vagabondaggi estivi in terra pugliese seguendo gli 800 chilometri di costa e la regione da nord a sud. Risultato: né una guida né un saggio, piuttosto un racconto incredibilmente ricco di fenomeni di costume e di personaggi: di ieri e di oggi. Scoperti con curiosità da viaggiatore, osservati con l’attenzione del cronista.
 
Marco Brando, “Sud Est. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia”,
Palomar, p. 173, 14 euro


SUL "CORRIERE DEL MEZZOGIORNO"
(di Maddalena Tulanti. caporedattore)

La Puglia
del mare
e dell’interno

Marco Brando di sicuro è settentrionale, quasi certamente è anche «vagabondo». Perché è vero che una delle caratteristiche di un giornalista, è quella di «andare», (e i «vecchi» dicevano che scrive con le «scarpe» e non con la penna) può senz’altro essere apparentata a una sorta di «vagabondaggio». Ma Marco Brando, che nel giro di due estati ha «vagabondato » per la Puglia e l’ha raccontata ai lettori delCorriere del Mezzogiorno, vi ha aggiunto un condimento in più, il particolare punto di vista di un «settentrionale ». Quando decidemmo di raccontare la Puglia estiva due anni fa ovviamente partimmo dalle coste: più note, brillanti, vivaci, affollate. Il compito sembrava facilissimo visto che il Salento o il Gargano non sono certo luoghi complicati da descrivere; e tuttavia proprio per questo il rischio di scrivere banalità era molto alto. L’antidoto non poteva che essere l’«estranietà» di chi guardava e raccontava. Un «settentrionale» appunto. Brando non ha mai lusingato chi ha incontrato lisciandolo magari per il verso dela cartolina o del folclorico. Le bellezze sono rimaste bellezze, i problemi, problemi. Il cronista ha avuto il sopravvento quasi sempre sul «pittore». Ecco allora il viaggio sul trenino della ferrovia sud-est che è un vero e proprio piano di lavoro per un amministratore che volesse utilizzare quel piccolo gioiello turistico noto solo per i ritardi e i disagi che provoca ai pendolari. Il «settentrionale» ha trovato anche delle storie. Anzi delle «altrestorie», come Palomar ha voluto battezzare la collana. Ma meglio cercarle nel libro, ne vale la pena.


MARTEDÌ, 04 LUGLIO 2006
Pagina XII – La Repubblica – edizione di Barii
Un vagabondo in terra di Puglia
La Puglia minore bella e contraddittoria. La Puglia del mare e dei paesi dell’entroterra, quella delle grandi vicende della storia e quella del degrado ambientale. Sud Est vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia (Palomar editore) è il racconto di una regione del sud guardata dagli occhi di un settentrionale. Con le sue incongruenze la Puglia si offre piacevole e meravigliosa, inconsapevole e disattenta agli occhi di Marco Brando, giornalista del Corriere del Mezzogiorno . Genovese trapiantato a Bari per lavoro, Brando descrive con spirito critico e una buona dose di ironia luoghi più o meno turistici, personaggi del passato e di oggi, fenomeni di costume, radici storiche, pregi e difetti di una terra e dei pugliesi. Sono due gli itinerari principali: un primo percorso lungo gli oltre 800 chilometri di costa; il secondo "dentro" la Puglia, attraversata da Sud a Nord senza mai toccare il mare. Completano il testo due «fuori rotta»: una notte su un peschereccio in compagnia dei pescatori di Molfetta e un viaggio attraverso gli scenari incantevoli delle Ferrovie Sud-Est. Il libro ha il ritmo «saggio della scoperta e della meraviglia dice il sociologo Franco Cassano nella prefazione della cronaca (il volume nasce da due inchieste estive del 2004 e del 2005), delle osservazioni di chi è solo di passaggio e per questo è più sereno sia nei riconoscimenti che nelle critiche». La fine del viaggio non è un addio ma solo una arrivederci a tratti malinconico a una Puglia a cui si chiede di «prendersi cura di se stessa». Perché dal racconto di Brando emerge «la Puglia sospesa nel limbo continua Cassano quella ottimistica e speranzosa della California del sud e quella risucchiata dalle sue deficienze e patologie. E questa continua oscillazione tiene in sospeso una terra che sembra sempre sul punto di decollare e di accentuare la sua differenza rispetto al Mezzogiorno, ma che è costretta, dopo qualche ebrezza ad accorgersi che le sue ali sono fragili o bruciate».
(micaela abbinante)

Recensione Sud Est
 
Cerchiamo tutti un Altrove, Marco Brando (giornalista con radici liguro-lombarde sceso in Puglia nel 2000) l’ha trovato salendo sul trenino delle Ferrovie Sud Est, uno “slow tour”(velocità di crociera 50 km/h) per l’Apulia meno conosciuta ma non meno ricca di sorprese. Un moderno flaneur che ora pubblica con l’editrice Palomar il suo diario di bordo: “Sud Est-Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia”. Anche noi lettori possiamo far nostra la filosofia che ha ispirato il libro e vagabondare per le centosettanta  pagine nelle quali l’autore ha racchiuso brevi ritratti dei luoghi visitati tratteggiati con uno stile vivace e piacevolmente fresco. Certo Marco Brando sarà d’accordo con Goethe:“Pensare è più interessante di conoscere, ma non così interessante come guardare”, infatti è il suo sguardo curioso il protagonista di questo libro, che può diventare bussola per chi desideri mettersi in viaggio alla ricerca di posti defilati, lontani dalla pazza folla. E’ un itinerario storico-culturale interessante perchè ricco d’informazioni colte anche on-the-road. Queste caratteristiche ne fanno quasi un libro da cruscotto, da consultare strada facendo. I viaggi in realtà sono due:il primo, seguendo il perimetro della regione, quasi 900 km di costa lambiti dal mare, il secondo, “passeggiando” nell’entroterra, la spina dorsale del Tacco d’Italia. L’ultimo tratto, dal capoluogo pugliese alla punta estrema del Salento, a bordo delle Fse. I treni delle Sud Est potrebbero diventare una risorsa per il turismo, mentre invece esistono ma non se ne conosce l’esistenza, un paradosso tutto pugliese. E’ come se – dice l’autore -“nella laguna veneta si <<nascondesse>> ai villeggianti che ci sono i vaporetti”, incredibile! “La formula magica per sedurre i turisti” potrebbe essere proprio la lentezza, quello che è un vizio per chi abitualmente se ne serve, i pendolari, sarebbe una virtù per il turista che godrebbe di scenari inconsueti e fascinosi, immerso in un tempo-lungo. E’ così che si valorizzano le risorse, altrimenti come può la Puglia, “terra del rimorso” di Demartiniana memoria, riscattarsi? E se non li scopriamo noi pugliesi  i punti di forza della nostra regione, se non diamo loro visibilità, chi lo farà? “Viene da chiedersi cosa potrebbero diventare queste romantiche ferrovie se i turisti sapessero della loro esistenza…”, così s’interroga l’autore. Sembra quasi che una forma di pudore atavico ci porti a mantenere nell’ombra le ricchezze che abbiamo, quel laborioso “popolo di formiche” ha creato bellezza che è un peccato non condividere. In un mondo di tante immagini allettanti costruite spesso sul nulla, dov’è quella della Puglia alla quale basterebbe solo mettere in luce quello che ha per farsi notare? Con “Sud Est” Marco Brando riesce ad illuminare angoli inesplorati, grazie alle sue parole aggiungiamo un piccolo tassello al grande mosaico delle Puglie.
 
Margherita De Napoli

"Sud Est", a zonzo per la Puglia
Metti un genovese innamorato di una regione in bilico. Metti un’inchiesta giornalistica condotta per due estati sulle pagine del «Corriere del Mezzogiorno» (dorso di cronaca pugliese distribuito col «Corriere della Sera»). Nasce così "Sud Est" di Marco Brando, un libro che chiunque voglia conoscere la Puglia dovrebbe leggere. Con una buona dose di ironia Brando percorre, con gli occhi del viaggiatore e lo spirito critico del giornalista, luoghi più o meno turistici, personaggi di ieri e di oggi, fenomeni di costume, radici storiche, pregi e difetti della Puglia (estiva e non solo) e dei pugliesi. Sono due gli itinerari principali: un primo percorso lungo gli oltre 800 chilometri di costa; il secondo dentro la Puglia, attraversata da sud a nord senza mai toccare il mare. Completano il volume due fuori rotta: una notte su un peschereccio in compagnia dei pescatori di Molfetta e un viaggio attraverso gli scenari incantevoli percorsi dalle Ferrovie Sud-Est. Un percorso intenso, divertente, ricco di riferimenti alla storia e al costume, raccontato da chi non nasconde di subire il fascino di questa regione così bella e complessa. Tanto che il suo racconto si conclude con un augurio: «Arrivederci, Puglia. Abbi cura di te».
 
(su City nazionale del 05-07-2006)

Puglia on the road
(su Quaderni radicali del 19-07-2006)
Da secoli la Puglia è soggetta a continue definizioni ed analisi; Marco Brando, invece, nel suo viaggio non cede a tentazioni sociologiche e si fa trascinare da un misto di istinto e saggezza in una scoperta di luoghi a volte snobbati a volte ignorati.

Passa tra ombrelloni e ferrovie, monumenti ed estrosi personaggi, mari e pastori, questo viaggio che scova il meglio e il peggio della regione con ironia, spirito d’osservazione e tanta curiosità.  L’autore, giornalista del “Corriere del Mezzogiorno”, ha prima percorso 800 chilomentri di costa (dal Salento ai confini col Molise) per poi dedicarsi ad un viaggio a zig-zag dall’interno attraverso paesi e frazioni, senza mai sfiorare né il mare né le grandi città.  Nessun cedimento alle analisi sociologiche, dicevamo, e nessun pregiudizio da parte di Brando. Di certo, però, un forte spirito critico e di osservazione che ne tradisce il passato-presente di cronista.

Una sola è la premessa dell’autore, confessata (che impertinenza!) anche nel sottotitolo del libro: Brando è settentrionale.  Ossia non è pugliese; e con questa apparente ovvietà l’autore evita il rischio di apparire “propagandista” o “disfattista” a seconda dei casi. In altre parole, con la scusa di essere “forestiero” si becca la lussuosa licenza di dire ciò che pensa senza doversi confrontare con la retorica della provincia.

Le sue vengono presentate come impressioni, anche se sono ritratti nitidi di un mondo che Brando stesso conosce in profondità e di cui è rispettoso estimatore.
Il libro spazia dai riferimenti storici a quelli artistici, dalle note sulla gastronomia alle segnalazioni delle architetture nascoste.

E così se ci si trova a Calimera, a sud di Lecce, si scopre la vitale comunità di lingua ellenofona, a Sammichele di Bari, una rude storia di una comunità serba del ‘600 prima ospitata, poi scacciata. Si passa per Altamura, Orsara di Puglia, Vieste. In una notte con alcuni pescatori di Molfetta si vive il bello e il tragico della vita di mare, in un viaggio con le Ferrovie del sud est si assaporano paesaggi selvaggi.

L’autore non risparmia critiche a quei limiti e quelle contradizioni che putroppo abbondano in Puglia. La precarietà del’agricoltura, l’isolamento delle zone interne, il turismo gestito a volte poco e male.

E poi una continua ricerca degli uomini e delle loro storie; forse la migliore riflessione su ogni luogo. E con gli uomini gli interrogativi sul loro futuro. Senza risposta, ma con tanti spunti perché ognuno possa provare a dare la sua.

Severino Di Marco

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