Sul CorriereEconomia del Corriere della Sera , pag 9, 16 ottobre 2006
Un libro, un caso
a cura di Marco Ferrante
La tradizione va conservata.
Così poi la si vende meglio
Il viaggio in Puglia del non pugliese Marco Brando. Dove si dimostra che la globalizzazione è buona e i fiori ai balconi le piacciono
È un diario di viaggio, scritto da un non pugliese trapiantato in Puglia, Marco Brando. Il lontano modello - scrive Marco Brando – dovrebbe essere quello di «Tutti al mare» un’inchiesta di Michele Serra del 1985, in automobile da Ventimiglia a Trieste.
Dieci tappe
Un percorso in dieci tappe, da Marina di Ginosa, in provincia di Taranto, a Marina di Chieuti, Foggia, a cui se aggiunge un secondo anche più affascinante per chi conosce la Puglia: dodici tappe di un viaggio interno da Gagliano del Capo, Salento estremo fino alla Foresta Umbra. Il viaggio di Marco Brando propone tre suggestioni distinte. La prima, quella letterale, programmatica, è quella della scoperta. Brando è un bravo scopritore: basta la scelta laterale di Giovinazzo, Cisternino e Manduria con il suo minuscolo ghetto ebraico per candidare questo libricino alla funzione di guida per viaggiatori intelligenti. La seconda suggestione è quella che suggerisce Franco Cassano nella prefazione: la Puglia, regione sospesa tra natura e sviluppo, tra arcaismi – qualcuno ce n’è ancora – e modernità. La Puglia è stata oggetto di una sperimentazione complessa. L’insediamento siderurgico a Taranto, il più grande d’Europa, la centrale Enel di Brindisi, gli insediamenti Eni nella Capitanata, furono strutture calate in un’economia allora agricola e in una formidabile natura: ne nacque la classica dialettica tra vecchio e nuovo, una transizione fatta di metalmezzadria, l’alterazione del vecchio ordine economico e sociale, la crescita disordinata delle città e dei paesi i cui centri storici furono circondati da una edilizia molto aggressiva e del tutto separata dall’antico moderato gusto artigiano e contadino. Ne nacque un nuovo ordine: benessere diffuso, microborghesia, poca campagna, i figli dei mezzadri scelsero l’Italsider. Questo nuovo mondo è durato per trent’anni. Oggi c’è un’altra transizione in atto – e qui veniamo alla terza suggestione – di cui Brando fornisce precise coordinate. Le tracce del vecchio ordine, quello che resta della natura incontaminata e quello che si recupera dell’architettura della società agraria (masserie, centri storici), dopo essere state messe a repentaglio dallo sviluppo disordinato, vengono riscoperte e messe al servizio del modello turistico. La prospettiva di questa ulteriore trasformazione economica - che non vale solo per la Puglia, ma per tutto il Sud e per altre zone del Paese – pone due questioni. Lo sfruttamento massiccio del turismo è davvero una prospettiva? E che cosa costerà?
Incongruenze
Il libro è il resoconto di molte incongruenze e di ritardi imprenditoriali: l’ausiliario del traffico di Margherita di Savoia che chiede un euro di patteggiamento, il gestore del fonte pliniano di Manduria che tiene chiuso l’accesso alla grotta, la generale distrazione per le infrastrutture esistenti a partire dalle Ferrovie del SudEst. La seconda domanda è quella relativa ai costi della prospettiva turistica. C’è nell’economia turistica il principale paradosso della globalizzazione: porta ricchezza, determina perdita d’identità. La Puglia la sta perdendo. I gerani ai balconi nei centri storici, il prato inglese nelle masserie, le riviste di arredamento pubblicano servizi che descrivono trulli rimessi in ordine e arredati con mobili balinesi. Brando racconta, per esempio, di Otranto: prima che fosse risanata c’era un’aria che oggi non c’è più. Era contemporaneamente l’aria d’oriente e quella dei martiri del colle della Minerva, 1480, assedio di Otranto. La difficoltà di un’economia turistica moderna sta in questo: conservare il massimo possibile della vecchia aria e metterla in commercio.
Sud est. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia
di Marco Brando
Prezzo: € 14,00
176 p., brossura
Anno 06
Editore : Palomar di Alternative
Collana : Altre storie
Link: http://sudest.splinder.com/post/8761720